Licusati di Camerota (SA) - Cilento - Italy

L'abitato si trova in zona collina nel Cilento meridionale, a circa 4 km da Camerota, 9,5 km da Marina di Camerota, 10 km da Palinuro e circa 80 km da Salerno. Sorge sulla strada provinciale 66 Innesto Statale Mingardina-Licusati-Camerota-Marina di Camerota che da Marina di Camerota porta al ricongiungimento con la Strada Regionale 562/dir, a 2 km da San Severino (frazione di Centola e vicina alla Strada Provinciale 430/c Futani-Massicelle-Poderia). L'abitato sorge a 260 mt sul livello del mare in un'amena e lussureggiante vallata incastonata tra il Monte Bulgheria e il Monte Cuppa, e si estende in una vallata dove insorgono migliaia di piante di olivo (detto Pisciottano) da cui si estrae un extra vergine dai locali frantoi

  • Bisognerebbe essere uno scrittore per raccontare Licusati. Io invece sono solo un giornalista ed è difficile che la carta bruta di un quotidiano possa riportare le meravigliose sensazioni che si provano qui. .........Quindi ecco il mio desiderio dei miei prossimi anni: trasferirmi a Palazzo Crocco, dentro le stanze avite che trasudano storia patria, e scrivere come se fossi davvero uno scrittore.

    Carlo Mercuri "Il Messaggero"

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Le sue origini storiche risalgono al decimo secolo nel medioevo quando il Cilento era un territorio di confine fra la provincia (tema) greco-bizantino della Calabria dell'impero romano di Costantinopoli al sud e il Principato longobardo di Salerno al nord. Il territorio era di importanza strategica e rimaneva così per secoli, come si vede al tempo della Guerra dei Vespri Siciliani (1282-1302) quando il Cilento era la fronte di battaglia per l'esercito di cavalieri e fanteria fra la Calabria e il Salernitano.

Di notevole interesse sono il Cenobio Italo-greco di San Pietro (attuale cimitero) che risale attorno all'anno 1000; Ruderi del Castello di Montelmo (detto Castelluccio); il Santuario di Maria SS. Annunziata; la Chiesa parrocchiale di San Marco e i Palazzi Crocco e Sofia.

Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del monte Bulgheria e del monte Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: dalle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, ai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, dalla splendida Certosa di Padula fino al richiamo della ninfa Leucosia. Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano preserva un patrimonio di inestimabile valore risultato delle millenarie ed armoniche interazioni tra ambienti naturali e opera dell’uomo. Quest’armonica integrazione tra Natura e Cultura ha trasformato il territorio dell’area protetta in un complesso sistema biogeografico: città greche ed antichi centri storici, vetuste abbazie, castelli, rocche e casali sono incastonati in ambienti ancora incontaminati, ricchi di piante ed animali rari, boschi maestosi curati dalla sapiente ed attenta mano dell’uomo e grotte naturali in cui sono ancora presenti le testimonianze dei nostri antenati del Paleolitico. Il Parco è sito al centro del Mediterraneo, “terra di mezzo”, e di questo mare incarna lo spirito più profondo, la ricchezza in termini di biodiversità, rappresenta di fatto l’incontro tra mare e montagna, Oriente ed Occidente, culture nordiche e culture africane.

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Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni presenta, quindi, un’estrema varietà di paesaggi: in pochi minuti si può passare dai litorali sabbiosi all’alta montagna, attraverso vallate dominate da pareti rocciose, pianori ammantati di ginestre, pascoli remoti, foreste originarie, massicci calcarei plasmati dalla acque in rilevanti fenomeni carsici, fiumi che scorrono in suggestive gole, vaste aree in cui la scarsa antropizzazione permette la sopravvivenza di specie già estinte in altre zone appenniniche come la lontra, il lupo, il pipistrello, il gatto selvatico, la martora, la lepre italica, la coturnice, l’aquila reale, il gambero di fiume, oltre a numerosi anfibi. Tale varietà di paesaggi rende ricchissima la flora presente nel Parco, oltre 2000 specie, il 10 per cento delle quali di particolare importanza perché endemiche e rare. La più nota, che è stata scelta come simbolo del Parco Nazionale, è la Primula di Palinuro (Primula palinuri).

Ovunque la macchia mediterranea cresce rigogliosa, in un tripudio di corbezzoli, carrubi, lecci, ginestre, mirto, mentre salendo sui pendii montani si attraversano ampi faggeti. Da un punto di vista prettamente naturalistico e paesaggistico non possiamo non accennare alle Grotte di Castelcivita con i loro 5400 metri, costituiscono uno dei sistemi sotterranei più estesi della regione Campania e dell’Italia meridionale e sono un vero e proprio laboratorio naturale attivo con ambienti sotterranei popolati da ragni e pipistrelli, dove lo stillicidio dell’acqua ha creato con il passare dei secoli fantastiche strutture calcaree di svariate forme quali stalattiti e stalagmiti. Nel passato le Grotte hanno assunto numerose denominazioni quali Grotte del Ponte, del Diavolo, di Spartaco, spesso legate a leggende e storie che le hanno riguardate. Parlando delle grotte di Castelcivita non dobbiamo però dimenticare le Grotte di Capo Palinuro. Capo Palinuro è un caratteristico promontorio calcareo per lo più a picco sul mare con alcune zone depresse che lambiscono la superficie del mare; il suo perimetro è delineato da possenti pareti rocciose che da altezze che in alcuni punti superano i 200 metri s.l.m. prosegue al di sotto della superficie del mare per circa 50 metri con stupende pareti ricche di vita. Tra queste meraviglie la più conosciuta e anche la più visitata è la "Grotta Azzurra", lunga 85 metri e larga 90, che si trova all'altezza di Cala Guarracini e attraversa la parte settentrionale di Capo Palinuro. Caratterizzata da un carico color turchese derivante dal gioco di rifrazione della luce del sole che filtra da un'apertura in profondità e dipinge in maniera unica queste pareti rocciose ricche di colate alabastrine e colonne stalatto-stagmitiche.

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Certosa di Padula - Visita il Cilento   Certosa di Padula - Visita il Cilento   Roccagloriosa - Visita il Cilento   Roccagloriosa - Visita il Cilento   Roccagloriosa - Visita il Cilento   Roccagloriosa - Visita il Cilento

Ricordiamo, poi, le Grotte dell'Angelo , il sito del Monte Stella e il Monte Gelbison. L’origine delle Grotte dell’Angelo di Pertosa è fatta risalire a ben 35 milioni di anni fa, sono le più importanti dell’Italia del sud, le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro. Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni, le Grotte si snodano in una suggestiva serie di cunicoli ed antri, fino a terminare in tante “sale” naturali, tutte con una caratteristica diversa. IL Monte Stella è un'area naturalistica di straordinario pregio e fu uno straordinario avamposto per le popolazioni del Cilento ed oggi è anche un centro escursionistico di grande caratura. Sono, infatti, ben 13 i sentieri che collegano un vasto numero di borghi. Presso il Monte Gelbison si trova,unvece, l'imponente Santuario della Madonna di Novi che oltre ad essere uno dei più visitati della Campania, è un luogo storico di straordinario pregio risalente al X sec. d.C. Fu, infatti, fondato dai monaci basiliani e da allora conserva una sacralità senza pari. Accenniamo infine alla Risorgiva del Bussento e l'OASI del WWF e alle Cascate dei Capelli di Venere presso Casaletto Spartano. Il fiume Bussento che nasce dal versante meridionale del Monte Cervati, in prossimità di Caselle in Pittari si inabissa in un colossale inghiottitoio per riapparire, dopo aver percorso il suo viaggio nelle viscere della terra, pochi chilometri più a sud, sotto l’abitato di Morigerati. L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco. La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra fino all'ingresso della grotta. Il luogo maggiormente rappresentativo di Casaletto, è senz’altro “Il Capello”. Tale località si inserisce in un complesso sorgitivo contraddistinto da un elevato valore ambientale. La località prende il nome dalla Cascata "Capelli di Venere" la cui denominazione deriva dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere. In prossimità del corso d'acqua si trova anche un mulino ben conservato e un vecchio rudere denominato "Sorgitore", che consente la deviazione delle acque provenienti dalla sorgente che ha origine presso la località Melette, in modo che una parte delle acque alimentino il mulino e la restante parte vadano a finire nel fiume. Il Capello presenta anche tutta una serie di percorsi interni che consentono di visitare vari luoghi panoramici che il corso d'acqua crea lungo il suo tragitto.

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Morigerati OASI WWF - Visita il Cilento   Morigerati OASI WWF - Visita il Cilento   Casaletto Spartano - cascata dei capelli di venere - Visita il Cilento   San Giovanni a Piro - Josè Ortega - Visita il Cilento   Scario - Visita il Cilento   Scario - Visita il Cilento

Molte sono, ovviamente, anche le bellezze storiche-archeologiche ricordiamo, infatti, i siti archeologici di Paestum e Velia, antiche colonie della Magna Grecia che richiamano turisti da ogni parte del mondo. Paestum fu fondata verso la fine del VII sec. a.C. con il nome di Poseidonia (da Poseidone, il dio del mare)ed assunse il nome attuale sotto il dominio dei Romani. La grandezza e la potenza di Paestum appare tale osservando i suoi magnifici e maestosi Templi: il Tempio di Hera (detto impropriamente Basilica) il più antico della città, il Tempio di Nettuno (o Poseidon) il più grande e meglio conservato, ed il Tempio di Cerere (si ipotizza fosse dedicato ad Athena in seguito al rinvenimento di varie statuette). Velia fu fondata dai Focesi e fu patria della famosissima scuola filosofica di Parmenide e Zenone. La grande Area Archeologica comprende la Porta Rosa, il Quartiere Marittimo le Terme e l' Acropoli. Non possiamo non menzionare inoltre la Certosa di San Lorenzo a Padula. La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose. La costruzione, iniziata per volere di Tommaso Sanseverino nel 1306, durò fino al ‘700. Dall’atrio, dominato dalla grande facciata barocca, si passa alle scuderie, alle officine, alla farmacia, alle cantine, alla chiesa fino al portico dove si aprono i quartieri dei certosini. La certosa ospita nelle sue numerose sale anche il Museo Archeologico della Lucania Occidentale e la mostra permanente “La Certosa di Padula nel libro di Thomas Salmon del 1763 e nella cartografia del XVIII secolo”. Attraverso questo excursus abbiamo cercato di ricordare per grandi linee quelli che sono i siti da cui non si può prescindere se si vuol conoscere il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni ma si puo ben capire che essendo ben 80 i comuni che fanno parte del Parco le bellezze naturalistiche e storiche vanno ben oltre queste appena citate. Vi sono infatti numerosissimi altri siti come l'Area Marina protetta di Castellabate, le Gole del Calore a Felitto, il Museo Diocesano di Arte Sacra del Vallo di Diano, il museo Etnografico di Morigerati e molte altre bellezze tutte ancora da scoprire.

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